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Bisoli “un grande applauso alla Società e ai tifosi”

Siamo arrivati quasi alla fine del mese di marzo, un momento che è stato sempre indicato da tutti come quello cruciale nella corsa del Padova verso il suo sogno di poter ottenere la promozione nella serie cadetta. E la trasferta di Portogruaro, contro un Mestre che si è sempre dimostrato una spina nel fianco per tutte le formazioni più blasonate del torneo, era giustamente considerata un altro momento importante per proseguire la corsa solitaria in vetta alla classifica. Alla fine è arrivato un importante pareggio che ha permesso di mantenere, a sei giornate dalla fine un rassicurante vantaggio di nove punti (considerando gli scontri diretti) nei confronti della Sambenedettese e di dieci sulla Reggiana che deve recuperare proprio la partita contro gli arancioneri di Zironelli con un esito certamente non scontato. Si spiega così il sorriso a trentadue denti di mister Bisoli al suo arrivo in sala stampa nel dopopartita del derby e la sua sensazione che il traguardo per la sua squadra possa essere raggiunto quanto prima:

“Basterebbe vincere tre partite su sei, – esordisce azzardando un calcolo – vorrebbe dire avere una media da zona retrocessione ma basterebbe con molte probabilità a raggiungere il fatidico traguardo”.

Ma il suo pensiero va subito ai suoi giocatori e all’ottima prestazione nel derby: “Ho un gruppo eccezionale che non cambierei per nessuna cosa al mondo. So cosa mi possono dare, so che vogliono tutti ottenere il massimo da loro stessi. In questa occasione ho un po’ stravolto la formazione, ma il prodotto finale è stato il solito, la squadra è rimasta sempre compatta e ha concesso veramente poco. Se vogliamo vedere il pelo nell’uovo, potevamo essere un po’ più cinici, potevamo sfruttare meglio alcune occasioni che ci siamo creati, ma nel calcio la perfezione deve essere sempre conquistata con il lavoro. Riuscire ad avere, a sei giornate dalla fine, 8 punti di vantaggio sulla seconda e 10 sulla terza, deve portarci soltanto ad esaltare quanto stanno facendo questi calciatori. Bisogna applaudire la società, che mi ha messo a disposizione un gruppo del genere, e i tifosi che ci hanno sempre sostenuto”.

Quindi anche se non è arrivato il successo pieno c’è da essere comunque soddisfatti: “Non ho dubbi nel considerare questo pareggio come un risultato positivo che ci ha fatto superare a pieni voti un ostacolo importante come quello che alla vigilia costituiva questa partita con il Mestre. È un punto che accogliamo in modo positivo, soprattutto visto quello che hanno combinato le nostre avversarie. Lo considero un ulteriore passo in avanti verso quel traguardo per il quale tutti noi stiamo lavorando sin dall’estate e che speriamo di raggiungere il prima possibile. Adesso ogni partita diventa difficile e a deciderla sono sempre gli episodi”.
Contro il Mestre il mister biancoscudato, dimostrandosi ancora una volta un grande stratega, ha variato il suo consueto 4-3-1-2 con un 3-5-2 ma la squadra ha dimostrato di adattarsi perfettamente anche a questo nuovo schema: “In questa stagione ho cambiato modulo poche volte rispetto alle mie abitudini. Stavolta i ragazzi hanno capito che era giusto cambiare anche in funzione dell’avversario. Il Mestre sviluppa il gioco sulle fasce e per questo volevamo cercare di tenere gli esterni più alti. Ultimamente la formazione di Zironelli segnava tanto e creava moltissime occasioni ma contro di noi ha avuto pochissime occasioni da rete”.
Un’altra costante del suo Padova è la tenuta alla distanza emersa anche nel derby di Portogruaro: “Noi ci esprimiamo sempre su un livello costante, riusciamo a mantenerlo indistintamente anche durante la ripresa. Gli altri, invece, sovente calano. Di conseguenza, siamo andati meglio nella ripresa, ci siamo espressi meglio dal punto di vista del fraseggio per il semplice fatto che il Mestre è calato alla distanza e, rispetto al primo tempo, ci ha permesso di farlo”.

Il pensiero corre subito alla prossima sfida sabato contro il Pordenone che alla vigilia era considerato una delle avversarie più temibile nella lotta per il primato ma che poi ha avuto una stagione alquanto tribolata culminata con il cambio in panchina di Colucci con Rossitto: “Abbiamo superato l’ostacolo Mestre ma in definitiva non abbiamo ancora fatto nulla e dobbiamo solo cercare di migliorarci ulteriormente e continuare la nostra ascesa consci delle nostre potenzialità. D’altronde questi ragazzi non sono primi in classifica con otto lunghezze di vantaggio sulla seconda per caso”.