Quando si dice “derby”!

È stato un derby vero. Come era già accaduto nel match di andata con il Vicenza, stadio pieno, grande rappresentanza di tifosi di entrambe le parti e un clima acceso di tensione sportiva e purtroppo non solo, ma senza particolari eccessi. Lo potevamo presagire visto quanto è accaduto durante la prevendita dei biglietti, ma lo abbiamo capito subito all’arrivo al casello di Vicenza est quando, dopo una coda non indifferente, siamo arrivati al parcheggio riservato ai tifosi padovani. I presenti in quel sito erano tantissimi ma altrettanto numerosi erano i rappresentanti delle forze dell’ordine impiegati, uno spiegamento degno di ben altra categoria e significativo del timore che in qualche modo la tensione tra le frange più effervescenti delle due fazioni potesse in qualche modo degenerare. Quanto è successo all’arrivo dei nostri pullman allo stadio è stato oggetto della cronaca di questi giorni ma va detto che all’ingresso degli oltre millecinquecento partecipanti la tensione si è trasformata in una massa festante e colorata che a colpi di sfottò e di slogan ha ribattuto colpo su colpo le provocazioni degli oltre novemila tifosi avversari. In particolare ci è piaciuta la puntuale risposta agli assurdi insulti rivolti a Pierpaolo Bisoli e come la tribuna biancoscudata abbia cercato di rincuorare il suo mister rimasto “sotto attacco” per tutti i novanta minuti e il grande colore che ha illuminato un successo pesante che ci fa sperare sempre di più in quello che rappresenta ancora un grande sogno.

E per finire non poteva mancare per festeggiare un pesantissimo successo una sosta culinaria per brindare naturalmente agli undici leoni visti sul campo nella speranza di poter ripetere fino a primavera inoltrata tante di queste serate.

G.M.